Vittime di Reati Violenti

CAMERA DEI DIRITTI DELLE VITTIME DI REATI VIOLENTI

ISTITUITO IN ITALIA UN FONDO PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 11.10.2016 si sancisce il principio che anche l’Italia deve adeguarsi alle regole degli altri stati comunitari “garantendo al cittadino dell’unione europea il diritto a ottenere un indennizzo equo e adeguato per le lesioni subite sul nostro territorio”. Gli Stati membri devono garantire alle vittime non soltanto l’accesso a un indennizzo secondo il principio di non discriminazione, ma anche un livello minimo di indennizzo per qualsiasi tipologia di reato violento.


Dopo quasi dodici anni di ritardo e ad oggi una sentenza per inadempimento della Corte di Giustizia Europea nonché alcune sentenze dei giudici italiani che hanno condannato lo Stato a risarcire le vittime di reati violenti in assenza di recepimento della direttiva 2004/80/CE, la nuova legge comunitaria 2015/2016 ha istituito il Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti.

La legge italiana, in maniera distorta ed anticostituzionale, prevede, infatti, che il soggetto-vittima di reato, per poter accedere al relativo fondo debba percepire un reddito che non superi euro 11.528,41, generando, così una palese discriminazione tra le vittime che, a prescindere dai danni effettivamente subìti, in caso di superamento della soglia indicata, non potranno beneficiare dell’indennizzo.

A parte questi aspetti sui quali la Sentenza dell’11.10.2016 non si pronuncia – evidentemente lasciando piena autonomia interna allo Stato – il verdetto della Corte di Giustizia Europea si spinge oltre, affermando, infatti, l’inadempimento dell’Italia sulla scorta del fatto che la tutela indennitaria apprestata con legge non copra tutti i reati intenzionali violenti.

L’Associazione Difesa e Giustizia, in prima linea per la tutela dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione, sostiene l’eguaglianza tra le vittime di reato violenti in assenza di qualsiasi limite reddituale che comporti una disparità di trattamento.

La nostra “Camera dei diritti delle vittime di reati violenti”, istituita come settore d’interesse si occuperà di curare di assistere tutte le vittime di reati violento al fine di far ottenere loro il giusto risarcimento per tutti i danni patiti e facendo valere, nelle sedi giurisdizionali comunitarie e nazionali, gli inadempimenti della legge istitutiva del fondo nonché la palese incostituzionalità delle norme ivi contenute.

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CAMERA DEI DIRITTI DELLE VITTIME DI REATI VIOLENTI
ISTITUITO IN ITALIA UN FONDO PER IL RISARCIMENTO DEL DANNO

Con la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 11.10.2016 si sancisce il principio che anche l’Italia deve adeguarsi alle regole degli altri stati comunitari “garantendo al cittadino dell’unione europea il diritto a ottenere un indennizzo equo e adeguato per le lesioni subite sul nostro territorio”. Gli Stati membri devono garantire alle vittime non soltanto l’accesso a un indennizzo secondo il principio di non discriminazione, ma anche un livello minimo di indennizzo per qualsiasi tipologia di reato violento.

Dopo quasi dodici anni di ritardo e ad oggi una sentenza per inadempimento della Corte di Giustizia Europea nonché alcune sentenze dei giudici italiani che hanno condannato lo Stato a risarcire le vittime di reati violenti in assenza di recepimento della direttiva 2004/80/CE, la nuova legge comunitaria 2015/2016 ha istituito il Fondo per le vittime di reati intenzionali violenti.

La legge italiana, in maniera distorta ed anticostituzionale, prevede, infatti, che il soggetto-vittima di reato, per poter accedere al relativo fondo debba percepire un reddito che non superi euro 11.528,41, generando, così una palese discriminazione tra le vittime che, a prescindere dai danni effettivamente subìti, in caso di superamento della soglia indicata, non potranno beneficiare dell’indennizzo.

A parte questi aspetti sui quali la Sentenza dell’11.10.2016 non si pronuncia – evidentemente lasciando piena autonomia interna allo Stato – il verdetto della Corte di Giustizia Europea si spinge oltre, affermando, infatti, l’inadempimento dell’Italia sulla scorta del fatto che la tutela indennitaria apprestata con legge non copra tutti i reati intenzionali violenti.

L’Associazione Difesa e Giustizia, in prima linea per la tutela dei diritti garantiti dalla nostra Costituzione, sostiene l’eguaglianza tra le vittime di reato violenti in assenza di qualsiasi limite reddituale che comporti una disparità di trattamento.

La nostra “Camera dei diritti delle vittime di reati violenti”, istituita come settore d’interesse si occuperà di curare di assistere tutte le vittime di reati violento al fine di far ottenere loro il giusto risarcimento per tutti i danni patiti e facendo valere, nelle sedi giurisdizionali comunitarie e nazionali, gli inadempimenti della legge istitutiva del fondo nonché la palese incostituzionalità delle norme ivi contenute.